Per la quarta puntata di Com'era-Roma-Com'è, scelgo la sorprendente fontana Clementina al Porto di Ripetta.
Sorprendente perché sfido chiunque (non fate i finti intellettuali) nell'ammirare la tela di Ettore R. Franz ed intuire subito quale angolo il pittore avesse immortalato e soprattutto, trattandosi dell'antico e sfortunato Porto di Ripetta (che tutti sappiamo non esistere più), se davvero quella fontana ci fosse ancora.
Ormai è quasi completamente nascosta (anche dai parcheggi selvaggi). Oltre che sempre spenta. Pero è ancora bellissima. No?

Forse la cosa che fa più impressione è immaginare lo strano attuale isolamento (perfino insolito, considerando la zona e il caos intorno) accostato a quello che doveva invece essere un punto di ritrovo del posto. Basti pensare alla vista, con il Cupolone sullo sfondo, alla destra di Castel Sant'Angelo (!?).
Interessante è notare da google maps che invece l'opera venga spesso fotografata.
A proposito di foto e comparazioni su Roma di oggi e di ieri, approfitto per segnalare un archivio incredibile scoperto grazie al mio altro indirizzo virtuale romano (06 Blog). Si tratta del magnifico album di Alvaro de Alvariis, con il quale già sono entrato in contatto per il progetto mostra.
Mi sento meno solo. E sono felice se anche questo blog contribuisca ad offrire spunti ed idee condivise. Per questo sono un blogger. Per questo amo la Rete.
Di questo parlerò stasera all'Acino che vola. Ma della serata a cui sono stato gentilmente invitato, racconterò domani.
Sapete che su questo tema sono piuttosto ferrato. Le italiche poste le frequento mio malgrado ancora troppo, per i miei gusti. Ebbene recentemente ho notato una misteriosa migrazione nella consueta vana ricerca dell'ufficio meno caotico della mia zona.
Ormai deluso dalle sirene incantatrici delle Poste centrali di San Silvestro, perennemente in tilt, mi ero affezionato al mimetico ufficio di via di Monterone. Talmente nascosto e strategico che perfino google street lo sfuma... Non che fosse sempre deserto, ma insomma in max 15 minuti eri fuori. Poca gente, almeno 4 sportelli sempre aperti. L'unico rischio era quello di essere arrotato all'uscita nella viuzza dove tutti corrono nervosi fra muro e parcheggio...
Sicuramente, era meglio di quello prossimo, nella zona calda di via della Scrofa, angolo via delle Coppelle. Ufficio sempre stracolmo, numeretti che ti promettono il tuo turno nell'arco di una giornata. Praticamente escono col fuso orario.
Eppure. Ora. Sta succedendo qualcosa di metafisico. Le parti si sono rovesciate, e la folla tentata dal passaparola su dove sbrigarsi "che intanto nessuno conosce quel posto", si attufa nello stradino di Monterone e nell'angusto spazio interno, fra le solite polemiche sul perché si proceda così piano. E dall'altra parte, miracolosamente, si trova aria fresca e rapidità.
Misteri delle Poste.
(...proclamiamo la loro resurrezione...)
Quel che resta d'elezioni disertate
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