Faccio un appello a tutti i romani che abbiano a cuore la nostra Città. Facciamo ancora in tempo.
E' spesso colpa della nostra inclinazione caustica alla rassegnazione se da secoli lasciamo che i potenti di turno stravolgano (un tempo facevano anche qualcosa di bello, a volte) questo patrimonio unico di Storia e Bellezza. Mi sento colpevole, anche io, per questo sentimento di pessimismo tipicamente romano.
Ho la sensazione che la battaglia per impedire che sventrino il Pincio la conduca ormai da solo il coraggioso Prof. Muratore. Sul sito d'ItaliaNostra, che per altro si era da tempo schierata contro un tale scempio, ora non vedo un disperato ultimo tentativo, se non delle sarcastiche prese d'atto.* Tutti sembrano intuire l'esito più triste, con alternative ridicole... Il fatto che Bondi si metta in mezzo (il quale per altro frena la boiata fiorentina, ma chissà perché non quella pinciana) sembra l'epilogo della tragedia, per la sottile gioia dei nostri invidiosi ospiti.
Rinnovo l'esortazione al Sindaco di non tradire le nostre speranze quando abbiamo scelto e creduto di cambiare il governo di questa Città.
E invito tutti a fare e dire qualcosa. Organizziamoci, finché possiamo. Facciamoci sentire.
Non lasciamo che Roma riviva solo nelle foto e nei ritratti di un tempo. Perché quelli col naso all'insù stavolta siamo noi. Carpe Diem.
*Aggiorno con le ultime notizie. In effetti Italia Nostra si batte ancora. E noi con loro.
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